Parcheggio Disabili Cassazione

Parcheggi nel posto dei disabili? E’ violenza privata.

La Corte di Cassazione riconosce il reato penale.

A distanza di otto anni, è stato condannato in via definitiva a quattro mesi di carcere, chi aveva lasciato la macchina parcheggiata in un posto riservato ai disabili per circa 16 ore.

Parcheggiare nello spazio per i portatori di handicap è un reato penale e a stabilrlo è la Corte di Cassazione. La vicenda vede come soggetti due cittadini palermitani. Un automobilista di 63 anni ed una disabile di 49 anni. La vicenda, sulla quale la quinta sezione penale della Suprema Corte ha messo la parola fine, durava da 8 anni.

Una mattina la donna, rientrando a casa con un’amica, aveva trovato il suo posto occupato (parcheggio sotto casa assegnato nominalmente. Non era un posto disabili generico, era proprio il suo, con il suo numero di targa.) Erano circa le 10.00. era stanca, non vedeva l’ora di riposare un po’ ma il suo posto era occupato. Iniziata così la sfiancante trafila che i disabili conoscono bene…

Passano ore. La donna, ormai provata, va dai carabinieri di zona dopo aver chiamato la polizia municipale ma anche loro non possono fare molto se non inoltrare la richiesta ai vigili. Insomma una giornata infinita che si conclude alle 2.30 del mattino, quando, finalmente, la macchina viene portata via dal carroattrezi. Quell’incuranza la offende, offende la sua malattia e la civiltà e così decide di querelare il proprietario della macchina.

Inizia così un interminabile iter processuale. L’uomo prova a difendersi dicendo che la macchina era sì intestata a lui, ma che in quei giorni la stava utilizzando suo figlio, ricorre in cassazione ma anche qui la sentenza viene confermata: 4 mesi per violenza privata.

La sentenza è destinata a fare scuola e ad insegnare qualcosa ai cittadini. Da oggi parcheggiare sulle strisce gialle riservate nominalmente a un disabile non è più solo un’infrazione del Codice Della Strada ma può costare una condanna penale per violenza privata con tanto di risarcimento alla parte offesa.

Rispetta il prossimo tuo come te stesso, e anche qualcosa di più. (L. Sciascia)

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