Rodi   Vasca con sportello

L’incredibile storia di Marika e la sua moto

In due posti mi sono sempre sentita normale, uno è l’acqua e uno è la moto.

 

Al secondo ci ha pensato Simone, il primo è stata la mia conferma…

’’L’acqua’’ è stata la conferma.

 

Ad ottobre, ho iniziato a vedere in Tv, sulle Iene,  un’esperienza di vita che mi ha tenuta incollata allo schermo come mai prima.

Ho visto e rivisto i servizi, come tanti ho riso e pianto a intermittenza. Come tanti mi sono fatta domande ma soprattutto a tutte, ho trovato risposte.

Il sorriso di Marika mi è entrato nell’anima e il coraggio del “bomber’” e di Francesca mi ha resa consapevole e fiera, grata che in giro persone così ci sono, esistono e fanno…fanno cose incredibili.

 

In un periodo storico dove una pandemia e il malumore la fanno da padroni, “L’incredibile viaggio di Marika”, quei 40 minuti a settimana per 4 settimane, mi hanno dato un’enorme lezione di vita.

Alle volte non si può scegliere, bisogna accettare impotenti quello che la vita riserva per noi, ma in altri casi, fortunatamente molti, sono le scelte che facciamo, le parole che usiamo, che ci rendono esattamente quello che vogliamo essere. Il caso, il destino ha fatto incontrare Marika e Simone, ma è stato poi quello che è successo dopo, che ha trasformato un sogno in realtà.

Ho preso spunto da questo:

il caso, il destino mi ha portato a vedere quel servizio, a conoscere e ascoltare la sua storia, a osservarla e osservarli attentamente ed è stata l’idea che si faceva spazio in me dopo che mi ha permesso di essere qui oggi a scrivere queste parole. Il suo coraggio, la sua sensibilità il suo essere esattamente così com’è, ha fatto si che dentro di me una decisione, emozionata e felice, l’avessi già presa.

 

Avevo un desiderio. Quello di fare qualcosa per lei, solo per lei. Lei che per me, senza saperlo aveva fatto qualcosa per me e per molte altre persone.

Risentivo in testa quelle parole: “In due posti mi sono sempre sentita normale, uno l’acqua e uno la moto

E tutto in un secondo si è fatto chiaro.

Da giovane imprenditrice che lavora a contatto con persone speciali, non ho avuto dubbi.

Una delle nostre vasche, quella che piaceva a lei, come la voleva lei, sarebbe stato il mio regalo.

E’ così che mi sono messa in contatto con Simone, nell’incertezza che il desiderio seppur piccolo che avevo, corresse il rischio di non essere realizzato.

Ma il rischio esiste proprio per essere corso. Senza esitare troppo ho provato a mettermi in contatto con lui… E così, più entusiasta di me, ha accolto le mie parole e ha fatto sì che tutto questo accadesse davvero…

Credo fermamente che un’ azienda, un po’ come una famiglia, sia composta prima di tutto da persone. Da persona a persona, da giovane donna a giovane donna, mi sono sentita in dovere di ringraziare in qualche modo Marika per avermi permesso di capire che i sogni esistono per essere realizzati, che non siamo il corpo dentro cui viviamo e che un sorriso, un grazie e un po’ di leggerezza possono essere le armi vincenti per affrontare qualsiasi cosa.

Questo è stato l’unico fine del mio gesto, potere nel mio piccolo esserci, regalarle un momento tutto suo, in acqua, quell’elemento che la fa sentire viva.

Conoscerla poi ha superato di gran lunga le mie aspettative. Solare, sorridente, positiva, era come se ci conoscessimo da sempre. Praticamente coetanee ci siamo raccontate a vicenda, ci siamo commosse e trovate.

 

Per questo motivo la nostra vasca, speciale come lei, si è trasformata da fine in mezzo.

Un mezzo per lei per poter vivere con serenità un momento fondamentale della vita quotidiana e un mezzo per me, per sapere che oggi c’è e domani ci sarà nella mia vita.